OSSLR · Guida
Mettersi in proprio nel socio-sanitario: partita IVA, contributi e quanto resta davvero
Dati verificati al 17 settembre 2026 su fonti istituzionali.
Scarica la guidaPDF, 3 pagineQuesta guida risponde a una domanda sola, quella che blocca tutti: di cento euro fatturati, quanti ne restano in tasca? Prima però affronta una cosa che viene ancora prima, e che può costare quattromilaseicento euro l'anno a chi la sbaglia il primo giorno.
L'errore che costa di più
Un OSS o un'assistente familiare che apre partita IVA può finire in due gestioni previdenziali diverse. Nella Gestione Separata INPS i contributi si pagano solo su quello che si guadagna: con fatturato zero si versa zero. Nella Gestione Artigiani e Commercianti si devono 4.611,64 € l'anno anche senza aver incassato un euro.
A decidere non è il mestiere, ma come si apre l'attività: con un codice ATECO da professione sanitaria e nessuna iscrizione al Registro Imprese si va in Gestione Separata; con un codice d'impresa e la Comunicazione Unica alla Camera di Commercio si finisce fra i commercianti. Correggerlo dopo è lungo. Va deciso prima, con un commercialista.
1. Le tre strade, prima di aprire
La partita IVA non è sempre la scelta giusta. Se si lavora poche ore al mese esistono due strumenti più leggeri, ed è meglio saperlo prima.
| Strada | Limite | Quando ha senso |
|---|---|---|
| Prestazione occasionale | 5.000 € l'anno, sommando tutti i committenti | Attività saltuaria e non organizzata. Oltre i 5.000 € scatta l'iscrizione alla Gestione Separata INPS, ma i contributi si pagano solo sulla parte eccedente. Se il committente è una famiglia privata non c'è ritenuta d'acconto. |
| Libretto Famiglia (INPS) | 5.000 € per chi lavora · 10.000 € per la famiglia · 2.500 € per ogni singolo rapporto | Assistenza domiciliare a bambini, anziani, malati o persone con disabilità, piccoli lavori domestici. Il titolo vale 10 € per un'ora e ne arrivano 8 netti. Lo può usare solo una persona fisica, non un'impresa o un professionista. |
| Lavoro domestico (CCNL colf e badanti) | nessun limite: è lavoro dipendente | Assistenza continuativa a una sola famiglia. È la famiglia ad assumere e a versare i contributi INPS trimestrali. Dà malattia, ferie, TFR e tredicesima: cose che la partita IVA non dà. |
| Partita IVA in regime forfettario | 85.000 € l'anno di incassi | Attività abituale, più clienti, autonomia negli orari. È il resto di questa guida. |
Nessuna norma dice «sopra tot euro conviene la partita IVA»: le soglie qui sopra sono limiti di legge, non consigli.
2. Come si apre la partita IVA
- Modello AA9/12.È la dichiarazione di inizio attività per le persone fisiche. Si presenta all'Agenzia delle Entrate entro 30 giornidall'inizio dell'attività, di persona, per raccomandata, online con le credenziali Fisconline o tramite un intermediario. Il rilascio del numero non costa nulla.
- Codice ATECO.Dal 1° aprile 2025 vale la classificazione ATECO 2025. È il passaggio che determina la gestione previdenziale: vedi l'avviso qui sopra.
- Comunicazione Unica al Registro Imprese: serve solo a chi apre come impresa, non ai professionisti. Comporta il diritto annuale camerale (44 € in sezione speciale, 100 € in sezione ordinaria, valori 2026), bollo di 17,50 € e diritti di segreteria.
- Fattura elettronica. Obbligatoria per tutti i forfettari dal 1° gennaio 2024, senza eccezioni. Sulle fatture sopra 77,47 € va applicata l'imposta di bollo da 2 €, in modalità virtuale dentro il file XML.
3. Il regime forfettario in sei numeri
| Regola | Valore 2026 |
|---|---|
| Tetto di incassi per restare nel regime | 85.000 € |
| Soglia di uscita immediata, con IVA dovuta | 100.000 € |
| Imposta sostitutiva ordinaria | 15% |
| Imposta per le nuove attività, primi 5 anni | 5% |
| Tetto di spesa per dipendenti e collaboratori | 20.000 € |
| Tetto di reddito da lavoro dipendente o pensione (dal 2027 torna a 30.000 €) | 35.000 € |
Il calcolo, nell'ordine esatto: incassi dell'anno × coefficiente di redditività (78% per le professioni sanitarie, l'assistenza sociale e le attività professionali) = reddito forfettario; meno i contributi previdenziali versati = reddito imponibile; × 15% o 5% = imposta. Nel forfettario i costi veri non si scaricano: i contributi sono la sola voce deducibile.
4. Quanto resta di ogni 100 euro fatturati
Regime forfettario, coefficiente 78%, al netto di contributi e imposta. Le percentuali sono costanti: valgono uguali su 12.000 € come su 40.000 €, purché il reddito superi i minimi contributivi della propria cassa.
| Professione e previdenza | Aliquota | Contributi su 100 € | Resta, primi 5 anni | Resta, dal 6° anno |
|---|---|---|---|---|
| OSS, assistente familiare, fisioterapista, logopedista, educatore, assistente sociale Gestione Separata INPS | 26,07% | 20,33 € | 76,8 € | 71,0 € |
| Infermiere — ENPAPI | 16% | 12,48 € | 84,2 € | 77,7 € |
| Psicologo — ENPAP | 10% | 7,80 € | 88,7 € | 81,7 € |
| Biologo nutrizionista — ENPAB | 15% | 11,70 € | 85,0 € | 78,4 € |
| Medico — ENPAM, quota libera professione | 19,5% | 15,21 € | 81,7 € | 75,4 € |
Attenzione all'aliquota. Il 26,07% non si applica a quello che si incassa ma al reddito forfettario, cioè al 78%: su 100 € fatturati i contributi sono 20,33 €, non 26,07 €. È il motivo per cui i conti non tornano a chi sottrae l'aliquota dai 100.
La differenza fra la prima riga e le altre non è un privilegio: chi ha una cassa di categoria versa aliquote più basse ma incassa in più il contributo integrativo — 4% per ENPAPI ed ENPAB, 2% per ENPAP — che si addebita in fattura al cliente, non pesa sul professionista e non entra nel suo reddito.
Tre esempi in euro, per un OSS in Gestione Separata
| Incassato | Reddito (78%) | Contributi | Imposta 5% | Resta, prima delle spese vere |
|---|---|---|---|---|
| 12.000 € | 9.360 € | 2.440 € | 346 € | 9.214 € |
| 20.000 € | 15.600 € | 4.067 € | 577 € | 15.356 € |
| 30.000 € | 23.400 € | 6.100 € | 865 € | 23.035 € |
Il primo anno inganna.I contributi si deducono nell'anno in cui si versano, non in quello in cui maturano. Nel primo anno non c'è nulla da dedurre, quindi l'imposta è più alta di quella indicata sopra; dall'anno dopo si paga il saldo dell'anno precedente più due acconti. Il momento più duro è il secondo anno, non il primo: mettere da parte ogni mese una quota di quello che si incassa è l'unico modo per non trovarsi scoperti.
5. Le spese che restano da pagare
Le cifre qui sopra sono quello che resta dopo contributi e imposta, non quello che resta dopo tutto. Il 22% che il coefficiente abbatte è la stima forfettaria delle spese, e le spese vere si pagano comunque: su 20.000 € incassati quel 22% vale 4.400 €. Quello è il budget che il regime dà per scontato.
Se le spese reali stanno sotto quella cifra, il forfettario è vantaggioso e la differenza resta davvero in tasca. Se le superano — e per chi gira fra i comuni in auto succede facilmente, contando carburante, bollo, assicurazione, manutenzione, più commercialista, assicurazione professionale, telefono e materiali — allora il forfettario può convenire meno del regime ordinario, dove i costi si scaricano davvero. È una verifica da fare sui propri numeri, con un commercialista.
6. A quale ente versa ciascuna professione
| Professione | Ente previdenziale |
|---|---|
| Infermiere, infermiere pediatrico, assistente sanitario | ENPAPI |
| Psicologo e psicoterapeuta | ENPAP |
| Biologo, biologo nutrizionista | ENPAB |
| Medico e odontoiatra | ENPAM |
| Fisioterapista, logopedista, terapista occupazionale, educatore professionale, tecnico della riabilitazione psichiatrica, podologo, tecnico di radiologia | Gestione Separata INPS — nessuna cassa di categoria |
| Dietista | Gestione Separata INPS. Non ENPAB: quella cassa copre i biologi, non chi è laureato in dietistica |
| Assistente sociale | Gestione Separata INPS |
| OSS, OSA, assistente familiare | Gestione Separata INPS se l'attività è professionale; Gestione Commercianti se aperta come impresa |
| Ostetrica | Situazione irrisolta: l'INPS considera «naturale» la Gestione Commercianti, la Federazione nazionale lo contesta da anni. Farsi seguire da un commercialista prima di aprire |
7. Le cose che nessuno dice
- In Gestione Separata non esiste un contributo minimo. Il «minimale» di 18.808 € serve solo a calcolare quanti mesi di pensione si accreditano: se si guadagna meno, si versa meno e si accreditano meno mesi. Non si deve nulla in più.
- La rivalsa del 4% è un diritto, non un obbligo. Ma è una maggiorazione del compenso, quindi entra negli incassi e fa base imponibile: non è un contributo e non si deduce.
- Chi apre come impresa e sta nel forfettario può chiedere la riduzione del 35% sui contributi INPS artigiani e commercianti. La domanda va fatta entro il 28 febbraio ed è perentoria.
- L'aliquota del 5% non spetta a tutti. Serve non aver esercitato attività d'impresa o professionale nei tre anni precedenti, e l'attività nuova non deve essere la prosecuzione di un lavoro dipendente svolto prima. Chi lascia la cooperativa per fare lo stesso lavoro in proprio deve verificare bene questo punto.
- Non si può lavorare quasi solo per il proprio ex datore di lavoro. Se l'attività è svolta in prevalenza verso chi è stato datore di lavoro nei due anni precedenti, il forfettario non spetta.
8. Avvertenza
Questa non è consulenza fiscale
Questa guida non sostituisce il parere di un commercialista. Serve a farsi un'idea dell'ordine di grandezza e ad arrivare preparati al primo appuntamento, non a decidere da soli. L'inquadramento previdenziale e la scelta del codice ATECO vanno fatti con un professionista: sono i due punti dove l'errore costa di più ed è più difficile da correggere.
I dati su regime forfettario, Gestione Separata e Gestione Commercianti sono confermati per il 2026 dalla legge e dalle circolari INPS dell'anno in corso. I minimi e le aliquote delle casse professionali — ENPAPI, ENPAP, ENPAB, ENPAM — sono l'unica parte non verificabile integralmente su delibera 2026: prima di farci un conto, vanno confermati sul sito del proprio ente.
Fonti
Regime forfettario — L. 190/2014, art. 1, commi 54-89 e Allegato 4 · L. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, comma 27 · D.Lgs. 81/2025, art. 1 · Agenzia delle Entrate, imposta di bollo sulle fatture elettroniche.
Contributi — INPS, circolari n. 8 e n. 14 del febbraio 2026, n. 62 del maggio 2026, n. 9 del febbraio 2026, n. 79/2020 e n. 103/2004 · L. 662/1996, art. 1, commi 203 e 212.
Casse — enpap.it, enpab.it, enpam.it, enpapi.it · Cassazione n. 20784/2016 e n. 13465/2014 sulla non deducibilità del contributo integrativo.
Codici ATECO — ISTAT, classificazione ATECO 2025 · MIMIT, nota n. 9347 del 16 gennaio 2026 sul diritto annuale.